Ibuprofene 12 Compresse Rivestite 200mg

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Brand: FARMAPRO SRL
Codice 039371036

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Descrizione

DENOMINAZIONE:
IBUPROFENE 200 MG


CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei.


PRINCIPI ATTIVI:
Ibuprofene.


ECCIPIENTI:
Nucleo della compressa: amido di mais modificato; croscarmellosa sodic a; ipromellosa; acido stearico; silice colloidale anidra.
Rivestimento : ipromellosa; macrogol 8000; titanio diossido.


INDICAZIONI:
Trattamento sintomatico di: dolore da lieve a moderato.


CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR:
Ipersensibilita' al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipient i; reazioni note di broncospasmo, asma, rinite od orticaria a seguito di precedente assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antiinfiammatori non steroidei; disturbi non precisati della formazion e del sangue; ulcera peptica/emorragia attiva o anamnesi di ulcera pep tica/emorragia ricorrente (due o piu' episodi distinti di dimostrata u lcerazione o sanguinamento); anamnesi di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti con FANS; emorragia ce rebrovascolare o altri tipi di emorragia attiva; funzione epatica o re nale gravemente compromessa o problemi cardiaci gravi e non controllat i; grave insufficienza cardiaca; ultimo trimestre di gravidanza; contr oindicato nei bambini al di sotto di 12 anni di eta', poiche' questo d osaggio non e' adatto a causa dell'elevata quantita' di principio atti vo.


POSOLOGIA:
Deve essere impiegata la dose minima efficace per il tempo minimo nece ssario per alleviare i sintomi.
La dose dell'ibuprofene e' basato sul peso corporeo e sull'eta' del paziente.
Gli intervalli fra le somminis trazioni dipendono dai sintomi e dalla dose massima giornaliera totale .
Deve essere applicato un intervallo minimo di almeno 6 ore.
Eta' 1215 anni: 1 compressa (equivalente a 200 mg di ibuprofene) come dose si ngola; 3 compresse (equivalenti a 600 mg di ibuprofene) come dose mass ima giornaliera.
Eta' oltre 15 anni: 1-2 compresse (equivalenti a 200400 mg di ibuprofene) come dose singola; 6 compresse (equivalenti a 12 00 mg di ibuprofene) come dose massima giornaliera.
Anziani: non e' ri chiesto un aggiustamento specifico della dose.
A causa del possibile p rofilo di effetti indesiderati, i pazienti anziani devono essere monit orati con particolare attenzione.
Insufficienza renale: nei pazienti c on compromissione della funzione renale da lieve a moderata non e' pre vista una riduzione della dose.
Insufficienza epatica: nei pazienti co n compromissione della funzione epatica da lieve a moderata non e' pre vista una riduzione della dose.
Le compresse rivestite con film devono essere deglutite intere con acqua.
Nei pazienti con sensibilita' gast rica si raccomanda l'assunzione di ibuprofene durante i pasti.


CONSERVAZIONE:
Questo medicinale non richiede condizioni particolari per la conservaz ione.


AVVERTENZE:
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati usando la dose min ima efficace per il tempo minimo necessario ad ottenere il controllo d ei sintomi.
Sicurezza gastrointestinale: l'uso concomitante di ibuprof ene e altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenas i-2 deve essere evitato.
Anziani: i pazienti anziani sono soggetti a u n aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente em orragia e perforazione gastrointestinale, che possono essere fatali.
E morragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il tra ttamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento durante la terapia, co n o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gas trointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulce razione o perforazione, che possono essere fatali.
Nei pazienti con an amnesi di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazion e, e negli anziani il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazi one o perforazione e' maggiore con l'aumento delle dosi di FANS.
Quest i pazienti devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose dispo nibile.
E' opportuno considerare l'uso concomitante di agenti protetti vi (per es.
misoprostolo o inibitori della pompa protonica) sia per qu esti pazienti che per i pazienti che assumono in concomitanza basse do si di acido acetilsalicilico o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali.
I pazienti con storia di tossicit a' gastrointestinale, in particolare se anziani, devono riferire quals iasi sintomo di natura gastrointestinale inusuale (soprattutto emorrag ia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamen to.
E' necessaria cautela nel trattamento di pazienti che assumono far maci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come il warfari n, inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina o agenti antia ggreganti come l'acido acetilsalicilico.
Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono ibuprofene, i l trattamento deve essere sospeso.
I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con anamnesi di malattia gastrointestinale (c olite ulcerosa, morbo di Crohn), poiche' tali condizioni possono esser e esacerbate.
Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari: si richiede particolare cautela prima di iniziare il trattamento in pazienti con a namnesi di ipertensione e/o insufficienza cardiaca, perche' in associa zione alla terapia con FANS sono state segnalate ritenzione idrica, ip ertensione e edema.
Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono c he l'uso di ibuprofene, specie ad alte dosi (2400 mg al giorno) e per trattamenti a lungo termine puo' essere associato ad un leggero aument o del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto mioc ardico o ictus).
In generale, gli studi epidemiologici non indicano ch e basse dosi di ibuprofene (per es.
<= 1200 mg al giorno) siano associ ate ad un aumento del rischio di infarto miocardico.
I pazienti che so ffrono di ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congest izia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e /o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene sol o dopo un'attenta valutazione.
Un'analoga cautela e' necessaria anche prima di iniziare il trattamento a lungo termine in pazienti con fatto ri di rischio per malattia cardiovascolare (per es.
ipertensione, iper lipidemia, diabete mellito, fumo).
Reazioni cutanee: gravi reazioni cu tanee, alcune delle quali fatali, come dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, sono state riporta te molto raramente in associazione con l'uso di FANS.
Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piu' alto rischio di quest e reazioni: infatti l'insorgenza della reazione si verifica nella magg ior parte dei casi entro il primo mese di trattamento.
L'uso di ibupro fene deve essere sospeso alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita'.
E' richiesta particolare cautela in pazienti che presentano: lupus eritematoso sis temico (LES) e malattia mista del tessuto connettivo; disturbi congeni ti del metabolismo della porfirina (per es.
porfiria acuta intermitten te); disturbi gastrointestinali o malattia intestinali infiammatorie c roniche (colite ulcerosa, morbo di Crohn); ipertensione e/o insufficie nza cardiaca; funzione renale compromessa (poiche' puo' verificarsi un deterioramento acuto della funzione renale in pazienti con malattia r enale preesistente); disidratazione; funzionalita' epatica compromessa ; allergie (per es.
reazioni cutanee ad altri farmaci, asma, febbre da fieno), gonfiore cronico della mucosa nasale o malattia respiratoria costrittiva cronica; direttamente dopo chirurgia maggiore.
L'ibuprofen e, puo' inibire temporaneamente la funzione delle piastrine (aggregazi one piastrinica).
I pazienti con disturbi della coagulazione devono pe rtanto essere attentamente monitorati.
Se si considera necessaria la t erapia a lungo termine con ibuprofene, si devono eseguire controlli re golari dei valori epatici, della funzione renale e del conteggio delle cellule ematiche.
Durante il trattamento deve essere assicurato un ad eguato apporto idrico, per prevenire la disidratazione e il possibile aumento della tossicita' renale associato all'uso di ibuprofene.
L'uso prolungato, ad alte dosi e inappropriato di analgesici puo' provocare cefalea, che puo' non essere risolvibile con l'uso di dosi piu' eleva te del medicinale.
In generale, l'assunzione abituale di analgesici, i n particolare di una associazione di diverse sostanze analgesiche, puo ' provocare danno renale permanente con rischio di insufficienza renal e (nefropatia da analgesici).
In seguito a consumo concomitante di alc ol, gli effetti indesiderati correlati al principio attivo, specialmen te quelli che riguardano il tratto gastrointestinale o il sistema nerv oso centrale, possono aumentare durante l'uso di FANS.
In rari casi so no state osservate gravi reazioni acute di ipersensibilita' (per es.
s hock anafilattico).
La terapia deve essere sospesa ai primi segni di u na reazione di ipersensibilita' dopo assunzione/ somministrazione di i buprofene.
Le procedure mediche adeguate alla sintomatologia devono es sere eseguite da personale specializzato.


INTERAZIONI:
E' necessaria cautela se l'ibuprofene viene assunto contemporaneamente ai seguenti medicinali.
Acido acetilsalicilico o altri farmaci/analge sici antiinfiammatori non steroidei: aumentato rischio di ulcera ed em orragia gastrointestinale.
Digossina, fenitoina, litio: l'uso concomit ante di Ibuprofene e preparazioni a base di digossina, fenitoina o lit io puo' aumentare i livelli sierici di questi medicinali.
L'uso corret to dei farmaci citati (somministrati per un periodo massimo di 4 giorn i) non richiede di norma il controllo dei livelli sierici di litio, di gossina e fenitoina.
Diuretici, ACE inibitori ed antagonisti dell'angi otensina II: i FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi.
In alcuni pazienti con funzione renale compr omessa (per es.
pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione r enale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della cicloossigenasi, puo' avere come conseguenza un ulteriore deter ioramento della funzione renale, compresa insufficienza renale acuta, che e' generalmente reversibile.
Pertanto, l'associazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani.
I pazien ti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in conside razione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della tera pia concomitante e successivamente con cadenza regolare.
La somministr azione concomitante di Ibuprofene e diuretici risparmiatori di potassi o puo' portare ad iperpotassiemia.
Corticosteroidi: aumento del rischi o di ulcerazione o emorragia gastrointestinale.
Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin.
Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale .
Metotrexato: ci sono indicazioni di un possibile aumento della conce ntrazione plasmatica di metotrexato (aumento degli effetti indesiderat i).
Zidovudina: ci sono indicazioni di un aumento del rischio di emart rosi ed ematoma in pazienti HIV positivi con emofilia in trattamento c oncomitante con zidovudina e ibuprofene.
Ciclosporina: ci sono indicaz ioni di una possibile interazione che comporta un aumento del rischio di tossicita' renale.
Sulfaniluree: studi clinici hanno mostrato inter azioni tra farmaci antiinfiammatori non steroidei e antidiabetici (sul foniluree).
Sebbene finora non siano state descritte interazioni tra i buprofene e sulfanilurea, si raccomanda un controllo dei valori ematic i di glucosio, come misura precauzionale durante l'assunzione concomit ante.
Tacrolimus: il rischio di tossicita' renale aumenta se i due far maci vengono co-somministrati.
Probenecid e sulfinpirazone: i medicina li che contengono probenecid o sulfinpirazone possono ritardare l'escr ezione di ibuprofene.
Dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene puo' inibire l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'a ggregazione piastrinica quando i due farmaci vengono somministrati con temporaneamente.
Tuttavia, le limitazioni di questi dati e le incertez ze riguardanti l'estrapolazione di dati ex vivo alla situazione clinic a, non permettono di trarre conclusioni certe per l'uso regolare di ib uprofene, e nessun effetto clinico rilevante viene considerato probabi le in seguito ad uso occasionale di ibuprofene.


EFFETTI INDESIDERATI:
L'elenco dei seguenti effetti indesiderati comprende tutti gli effetti indesiderati noti associati al trattamento con ibuprofene, compresi q uelli riportati da pazienti con reumatismo in trattamento prolungato a d alte dosi.
I dati sulla frequenza, tranne segnalazioni molto rare, s ono basati sulla somministrazione del farmaco a breve termine con dosi massime giornaliere di 1200 mg di ibuprofene per formulazioni orali, e dosi massime di 1800 mg per le supposte.
Nella valutazione degli eff etti indesiderati sono state utilizzate le seguenti frequenze: molto c omune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1000, <1/100) ; raro (>=1/10000, <1/1000); molto raro (<1/10000); sconosciuto.
Si de ve considerare che le seguenti reazioni avverse sono prevalentemente d ose-dipendenti e variabili da paziente a paziente.
Gli eventi avversi piu' comunemente osservati sono di natura gastrointestinale.
Possono v erificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale , a volte fatale, specialmente negli anziani.
Dopo somministrazione di ibuprofene sono stati segnalati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, stipsi, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulc erativa, esacerbazione di colite e morbo di Crohn.
Meno frequentemente e' stata osservata gastrite.
In particolare il rischio di emorragia g astrointestinale e' dipendente dalla dose e dalla durata del trattamen to.
In associazione a trattamento con FANS sono stati riportati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca.
Studi clinici e dati epidemiol ogici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specie ad alte dosi (2400 mg al giorno) e per trattamenti a lungo termine puo' essere associato a un leggero aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per e sempio infarto miocardico o ictus).
Infezioni e infestazioni: molto ra ramente e' stata descritta esacerbazione di infiammazioni associate ad infezione (per es.
sviluppo di fascite necrotizzante) in coincidenza con l'uso di farmaci antiinfiammatori non steroidei.
Cio' e' probabilm ente correlato al meccanismo d'azione dei farmaci antiinfiammatori non steroidei.
Pertanto, se durante il trattamento con le compresse rives tite con film compaiono i segni di un'infezione o si nota il peggioram ento di un'infezione, si raccomanda al paziente di rivolgersi senza in dugi ad un medico.
Si dovra' quindi valutare se vi e' la necessita' di una terapia antiinfettiva/antibiotica.
Durante il trattamento con ibu profene molto raramente sono stati osservati i sintomi di meningite as ettica, con rigidita' del collo, cefalea, nausea, vomito, febbre od of fuscamento della coscienza.
I pazienti con disordini autoimmuni (SLE, malattia mista del tessuto connettivo) sembrano essere predisposti.
Pa tologie del sistema emolinfopoietico.
Molto raro: disturbi ematopoieti ci (anemia, leucopenia, trombocitopenia, pancitopenia, agranulocitosi) .
I primi segni possono essere i seguenti: febbre, mal di gola, lesion i orali superficiali, sintomi simil-influenzali, grave esaurimento fis ico, emorragia nasale e cutanea.
In questi casi, il paziente deve esse re avvertito di interrompere immediatamente l'assunzione del medicinal e, di evitare l'automedicazione con analgesici o antipiretici e di riv olgersi ad un medico.
Disturbi del sistema immunitario.
Non comune: re azioni di ipersensibilita', con eruzione cutanea e prurito, oppure att acchi di asma (possibilmente con calo della pressione sanguigna).
Il p aziente deve essere avvertito di informare un medico immediatamente e di non assumere piu', in questo caso, le compresse rivestite con film; molto raro: gravi reazioni di ipersensibilita' generale.
Questa puo' presentarsi come edema del viso, gonfiore della lingua, gonfiore della laringe interna con conseguente costrizione delle vie respiratorie, s offerenza respiratoria, battito cardiaco accelerato, calo della pressi one sanguigna fino a shock pericoloso per la sopravvivenza del pazient e.
Se si verifica uno di questi sintomi, che puo' manifestarsi anche i n occasione del primo utilizzo del farmaco, si richiede un'immediata a ssistenza medica.
Disturbi psichiatrici.
Molto raro: reazioni psicotic he, depressione.
Patologie del sistema nervoso.
Non comune: cefalea, c apogiri, insonnia, eccitazione, irritabilita' o affaticamento.
Patolog ie dell'occhio.
Non comune: disturbi visivi.
In questo caso, interromp ere l'assunzione di ibuprofene.
Patologie dell'orecchio e del labirint o.
Raro: tinnito.
Patologie cardiache.
Molto raro: palpitazioni, insuf ficienza cardiaca, infarto miocardico.
Patologie vascolari.
Molto raro : ipertensione arteriosa.
Patologie gastrointestinali.
Comune: disturb i gastrointestinali come pirosi, dolore addominale, nausea, vomito, fl atulenza, diarrea, stipsi e leggere perdite ematiche gastrointestinali che possono causare anemia in casi eccezionali; non comune: ulcere ga strointestinali, potenzialmente con emorragia e perforazione.
Stomatit e ulcerosa, esacerbazione di colite e morbo di Crohn, gastrite.
Molto raro: - esofagite, pancreatite, formazione di stenosi intestinali diaf rammatiche.
Il paziente deve essere avvisato di sospendere l'assunzion e del medicinale e di recarsi immediatamente da un medico se compare d olore severo nella parte superiore dell'addome o melena o ematemesi.
P atologie epatobiliari.
Molto raro: disfunzione epatica, danno epatico, in particolare nella terapia a lungo termine, insufficienza epatica, epatite acuta.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.
Molto raro: reazioni bollose comprese sindrome di Stevens Johnson e Necrolis i Epidermica Tossica.
In casi isolati, gravi infezioni cutanee con com plicazioni a livello dei tessuti molli possono insorgere durante una i nfezione da varicella.
Patologie renali e urinarie.
Molto raro: ridott a escrezione urinaria e edema.
Questi segni possono essere indicativi di malattia renale, che talvolta puo' comprendere anche l'insufficienz a renale.
Se tali sintomi compaiono o peggiorano, il paziente deve ess ere avvisato di interrompere l'assunzione di ibuprofene e consultare i mmediatamente un medico.
Danno del tessuto renale (necrosi papillare), in particolare nella terapia a lungo termine.
Aumento della concentra zione sierica di acido urico.
La segnalazione delle reazioni avverse s ospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' impo rtante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto benef icio/rischio del medicinale.


GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:
L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' influire negativamen te sulla gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.
I dati provenienti da studi epidemiologici evidenziano un aumentato rischio di aborto e d i malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza.
Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.
Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prost aglandine ha indotto un aumento della perdita pre e post-impianto e mo rtalita' embrio-fetale.
Inoltre, negli animali a cui erano stati sommi nistrati inibitori della sintesi di prostaglandine durante il periodo dell'organogenesi, e' stato riportato un aumento dell'incidenza di var ie malformazioni, compresa quella cardiovascolare.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l'ibuprofene non deve essere sommi nistrato, se non in casi strettamente necessari.
Qualora l'ibuprofene venga utilizzato da una donna in attesa di concepimento o durante il p rimo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del tra ttamento devono essere mantenute le piu' basse possibili.
Durante il t erzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di pro staglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); dis funzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo idramnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possi bile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregant e che puo' verificarsi anche a dosi molto basse; inibizione delle cont razioni uterine con conseguente ritardo o prolungamento del travaglio.
Conseguentemente, l'uso di ibuprofene e' controindicato durante il te rzo trimestre di gravidanza.
Solo piccole quantita' di ibuprofene e de i prodotti del suo metabolismo vengono escrete nel latte materno.
Poic he' non sono noti effetti indesiderati nel lattante, non e' generalmen te necessario interrompere l'allattamento durante l'uso a breve termin e e alle dosi raccomandate per il trattamento del dolore da lieve a mo derato.
Tuttavia, in caso di prescrizione del farmaco per trattamento prolungato o ad alte dosi, si deve prendere in considerazione uno svez zamento precoce.
Vi sono evidenze che mostrano che i farmaci che inibi scono la cicloossigenasi/sintesi delle prostaglandine possono causare compromissione della fertilita' femminile a seguito di un effetto sull 'ovulazione.
Questo evento e' pero' reversibile con la sospensione del trattamento.


 

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introvabile in farmacia ! prezzo ottimo (pubblicato il 28/09/18)
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