Consigli contro caduta dei capelli


Perdere i capelli è un fenomeno fisiologico in quanto il ciclo di vita del capello si articola in tre fasi e l’ultima, nota come Telogen, ne prevede proprio la caduta. Le altre due fasi sono chiamate Anagen e Catagen e si caratterizzano rispettivamente per la nascita e crescita naturale e dell’arresto di tale crescita.

Si stima che in media le chiome più folte arrivino a perdere anche fino a 100 capelli al giorno, soprattutto in certi periodi dell’anno, e nell’arco di tutta una vita si arrivi invece a perdere fino al 10-15% del totale della capigliatura. Tali numeri sono normali, rientrano nel ricambio naturale dei capelli. Sono dunque da considerarsi anomale le situazioni che vedono una grandissima, e talvolta repentina, caduta di capelli.

Per capire come contrastare questa perdita incontrollata di capelli, che molto spesso può comportare l’insorgere di disagi psicologici, è fondamentale conoscere le varie problematiche legate al cuoio capelluto ed intervenire tempestivamente. Infatti, la differenza la fa sempre la velocità con la quale si interviene per risolvere un problema. Potremmo anche dire che sarebbe utile prevenire la caduta dei capelli, ma come vedremo tra breve le cause della loro perdita sono poco controllabili e i prodotti per l’haircare sono sì efficaci, ma non sono completamente in grado di impedire lo sviluppo di un problema che in molti casi è ereditario o causato da una disfunzione ormonale. 

Nella trattazione seguente vedremo quali sono le cause comuni della caduta dei capelli e i possibili interventi da porre in essere, che sono diversi per ogni problematica. Quel che possiamo dire è che mentre in età avanzata si tende ad accettare con disinteresse il fatto di perdere i capelli, da giovani si fa molta più fatica ad accettarlo. Come accennato, a seconda di come questa caduta si manifesta, i soggetti colpiti possono avere una perdita di autostima, non riconoscersi allo specchio e vivere insomma il cambiamento come un grande disagio.

La caduta dei capelli è temporanea?
In alcuni casi sì, la caduta dei capelli è temporanea in quanto dettata da un’alterazione del ciclo di vita dei capelli stessi, causata a sua volta da una situazione problematica temporanea o comunque facilmente risolvibile. Vediamo quindi insieme quali sono i principali casi di perdita passeggera dei capelli, ricordando che si ha un problema vero e proprio quando la perdita è massiccia.

Prima di proseguire, ci sentiamo in dovere di aprire una piccola parentesi e segnalare tuttavia che in alcuni periodi dell’anno è abbastanza normale registrare un aumento della perdita dei capelli. Quindi se in primavera ed in autunno vi trovate più capelli sul cuscino la mattina, o sui vestiti, o ancora sulla spazzola dopo esservi pettinati, non dovete necessariamente allarmarvi. Le temperature rigide in inverno e i raggi ultravioletti in estate colpiscono il cuoio capelluto e possono compromettere i follicoli piliferi, per questo i capelli dopo esser stati esposti a freddo e sole tendono a cadere.

Detto questo, è nostro interesse rendere noto anche che in generale la prima cosa da fare quando si registra un incremento della perdita dei capelli è quella di consultare il proprio medico curante e sottoporsi ad un esame della tiroide e delle analisi del sangue per controllare i valori del ferro. Quando il problema è di tipo transitorio può essere infatti causato da situazioni di disordini ormonali, carenza di oligoelementi ed anemia, tutte situazioni che possono trovare una cura ed una soluzione.

Entrando nel vivo dell’argomento possiamo iniziare con il dire che una caduta di capelli di tipo transitorio colpisce le donne dopo il parto e si parla in questi casi di Telogen Effluvium. Durante la gravidanza gli estrogeni favoriscono l’attività dei follicoli, ma dopo il parto tale agevolazione si arresta ed aumenta anzi la prolattina in caso di allattamento, che è un ormone che rende i capelli deboli. Ecco che le neomamme possono arrivare a perdere dal 20 al 30% della loro capigliatura, ma mettendo in pratica i consigli per stimolare la crescita dei capelli dopo qualche mese dalla fine dell’allattamento possono veder ripristinata la condizione di partenza, quella antecedente alla gravidanza.

Un’altra caduta repentina che colpisce le donne e che può essere acuta oppure cronica è causata dalla menopausa. In questo delicato periodo di vita vi è una rivoluzione a livello ormonale ed anche il ciclo di vita del capello subisce inevitabilmente un’alterazione. I capelli tendono in questi casi ad essere più radi e diradati e come nel caso delle situazioni post-partum si potrebbe optare per degli spray volumizzanti oppure delle microfibre di cheratina.

In ultimo, inseriamo tra i casi di caduta dei capelli facilmente risolvibile l’alopecia psicogena, anche detta alopecia da stress. Molti soggetti, sia uomini che donne, tendono a perdere i capelli quando vivono periodi di forte stress e, come è intuibile, il problema può essere risolto eliminando le fonti di tensioni e di affaticamento.

Quanti tipi di alopecia esistono?
Parlare di caduta dei capelli è, a ben vedere, parlare di alopecia, fenomeno che può manifestarsi con caratteristiche differenti che nel corso del tempo sono state classificate con nomi precisi, ecco che si conoscono l’alopecia areata, l’alopecia androgenetica, l’alopecia cicatriziale ed infine la già citata alopecia psicogena.

L’alopecia areata è una malattia causata da una disfunzione del sistema immunitario che non riconosce più i follicoli e ne contrasta quindi la loro attività, impedendo la crescita di nuovi capelli. L’alopecia cicatriziale è dovuta invece alla distruzione dei follicoli piliferi a causa di infezioni, malattie dermatologiche, ferite, ustioni o altre situazioni che in certi punti della testa può far comparire delle cicatrici, che si sostituiscono quindi ai capelli. Questo tipo di alopecia si trova quindi in zone circoscritte della testa, non è standard come invece è l’alopecia androgenetica, che è quella più diffusa che dopo una certa età colpisce le persone per un motivo ereditario. In particolare, negli uomini si traduce come una perdita totale dei capelli concentrata nella parte alta della testa, mentre per le donne si traduce come un diradamento generale dei capelli, è solitamente quindi più lieve.

Per quanto riguarda le cure si dovrebbero seguire i consigli del dermatologo o del tricologo, che è lo specialista delle malattie dei peli e dei capelli. In ogni caso, le alternative sono solitamente invasive, nel senso che i risultati migliori si ottengono con l’autotrapianto e con i trattamenti laser che stimolano l’attività dei follicoli piliferi.