Arnica montana: rimedio contro traumi e infiammazioni

L’Arnica Montana è una pianta medicinale tra le più conosciute e utilizzate al mondo. Si tratta di una pianta erbacea perenne che fa parte della famiglia delle Asteraceae. L’Arnica Montana cresce in poche zone montuose del mondo (Alpi, Pirenei, Ardèche e Aveyron), ad un’altitudine di oltre 800 metri.

Le sue proprietà lenitive sono note già da diversi secoli: le prime notizie ufficiali risalgono infatti al 1731, quando il nome di questa pianta è spuntata per la prima volta in un manuale di giardinaggio.

A livello botanico l’arnica montana presenta un fusto eretto e mediamente robusto, può essere alta tra i 20 e i 60 cm ed ha dei grandi capolini di colore giallo che si schiudono durante i primi mesi estivi. I caratteristici petali “spettinati” rilasciano un gradevole odore aromatico

Proprietà e benefici dell’Arnica Montana

Considerata un must nella fitoterapia, per vie delle proprietà analgesiche e antinfiammatorie dovute ai principi attivi presenti al suo interno (flavonoidi, triterpeni) è bene sottolineare che l’arnica montana non va assolutamente ingerita, in quanto potrebbe causare sgradevoli effetti collaterali come nausea, vomito, diarrea, dolori addominali crampiformi, o addirittura gravi reazioni neurologiche come il coma.

A livello farmaceutico e cosmetico l’arnica viene impiegata sotto forma di crema, gel, tintura per capelli e compresse. Infatti è ideale contro dolori reumatici e muscolari, nella cura a lungo termine di traumi per shock, contusioni e strappi, artrite e dolori influenzali, per il riassorbimento di lividi ed ematomi, contro l’avanzare dell’alopecia.

Soprattutto viene utilizzate contro le ecchimosi: dopo aver subito un colpo o una botta, ad esempio durante l’attività sportiva, si consiglia di applicare immediatamente una dose di arnica in formato topico per evitare la comparsa del classico colore scuro causato dal trauma.

L’arnica montana non va mai applicata su ferite, tagli o abrasioni, ma solo e soltanto sulla pelle integra.

L’uso interno viene consigliato come utilizzo omeopatico, in quanto dosi troppo alte di arnica montana in fitoterapia possono dare delle piccole controindicazioni come cefalee, palpitazioni, difficoltà respiratorie e problemi gastrointestinali.

Per quanto riguarda l’omeopatia, può essere impiegata in compresse da sciogliere in bocca in questo caso: per la modalità di somministrazione di consiglia una o due in base all’intensità del problema, da prendere ogni 15-20 minuti per tre ore in caso in cui ci sia un acuto oppure si è appena preso una una botta; poi successivamente la cura prosegue sempre con una o due compresse, sempre da sciogliere in bocca, tre quattro volte al giorno.

La forza dell’arnica in un massaggio tonificante

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