Salute della donna: riconoscere e trattare un’infezione vaginale

Secondo una ricerca condotta all’inizio del 2019, circa il 70% delle donne intervistate ha sofferto di infezioni vaginali nel 2018. Non solo: 6 donne su 10 hanno accusato il disturbo due volte nello stesso anno, di cui un 25% ha avuto una ricaduta entro un mese.
Quello delle infezioni vaginali è infatti un tema piuttosto complesso, visto che parliamo di un disturbo che ha diverse tipologie e può manifestarsi in molteplici forme.
Si tratta di una patologia non sempre di immediata identificazione, in quanto le diverse infezioni hanno una sintomatologia ricca e multiforme che spesso viene confusa, nonostante sia una problematica che tende spesso a riproporsi.
L’infezione può essere causata da uno o più agenti patogeni, come Batteri (anaerobi), Miceti, Parassiti o Virus, diversi microrganismi che causano un quadro clinico specifico.
Secondo le più recenti evidenze, le infezioni vulvovaginali sono molto spesso polimicrobiche, con un ceppo patogeno predominante sugli altri, che conferisce le caratteristiche sintomatologiche.

Riconoscere un’infezione vaginale
Le infezioni vaginali più frequenti sono sostanzialmente tre:
● candidosi (causata da funghi)
● vaginosi batterica (batteri anaerobi)
● tricomoniasi (protozoo)

La candidosi è un’infezione causata da miceti del genere Candida, principalmente della specie albicans. I sintomi sono abbastanza riconoscibili dalla donna: prurito, bruciore e perdite vaginali dense e biancastre. Si parla di candida ricorrente quando si verificano 4 o più episodi in un anno.
La Vaginosi Batterica invece è un’Infezione polimicrobica da specie prevalentemente anaerobiche, soprattutto Gardnerella vaginalis. Si manifesta in seguito ad alterazioni della normale flora vaginale (elevata proliferazione dei patogeni o riduzione dei lattobacilli), con un’incidenza fino al 26% nella popolazione femminile. La maggior parte delle infezioni batteriche sono asintomatiche, ma è possibile la presenza di secrezioni vaginali abbondanti con caratteristico odore.
La Tricomonias infine è un’infezione a trasmissione sessuale causata dal protozoo Trichomonas. Si tratta di un’infezione poco comune in Italia, spesso asintomatica. Se presenti, i sintomi caratteristici sono prurito intenso, bruciore, perdite anomale per colore ed odore. Generalmente diagnosticata da una visita specialistica.

Come trattare un’infezione vaginale
Prima di consigliare un trattamento è doverosa una premessa. In caso di comparsa di sintomi come quelli elencati sopra, il primo consiglio che ci sentiamo di darti è quello di rivolgerti ad uno specialista, che saprà indicarti una terapia mirata per risolvere la tua problematica specifica.
Tra le azioni che si possono adottare per alleviare i sintomi, ci sono tre possibilità: lubrificanti, idratanti e preparazioni estrogeniche.
I lubrificanti vanno utilizzati prima o durante l’attività sessuale e servono per diminuire l’irritazione; l’impiego è consigliato con azione temporanea e delimitata nel tempo.
Gli idratanti vaginali aumentano l’idratazione delle mucose e acidificano il pH vaginale riportandolo alle condizioni fisiologiche. Prevedono un uso regolare, possono essere applicati a intervalli regolari o secondo “piani terapeutici” ben definiti.
Le preparazioni estrogeniche infine agiscono a livello ormonale, cercando di riportare, a livello locale, la concentrazione di estrogeni necessaria al mantenimento del normale benessere vaginale. Richiedono una somministrazione regolare.
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