Scadenza dei medicinali: tutto quello che c’è da sapere

La data di scadenza dei medicinali rappresenta il loro periodo di validità. In altre parole, si tratta della data massima entro la quale si può assumere un dato farmaco. Tale data si riferisce tuttavia ad un farmaco che è stato correttamente conservato all’interno del suo contenitore, nonché mantenuto alle condizioni di temperatura ed umidità standard. Questo perché l’ossigeno e l’umidità accelerano la degradazione chimica. Se non vengono rispettate le regole di conservazione indicate nel foglietto illustrativo il farmaco potrebbe non garantire i suoi effetti terapeutici. Quindi, potrebbe essere inefficace prima ancora della data di scadenza.

A tal proposito, segnaliamo che generalmente essa si compone di due cifre, una relativa al mese ed una all’anno. Ciò significa che fintanto che non vi è indicato anche un giorno preciso, il farmaco sarebbe da considerare valido fino alla fine del mese.
 Inoltre, la data di scadenza si legge sulla confezione esterna perché, a differenza del foglietto illustrativo, si riferisce al singolo medicinale. È quindi utile tenere sempre i farmaci all’interno della confezione esterna originale non solo per non alterarne le condizioni, ma anche per avere sempre modo di controllare quando il periodo di validità termina. Tuttavia vi è da dire che, a seconda del medicinale e della sua confezione, la data può essere riportata due volte. Molto spesso è, infatti, indicata, anche nelle bottigliette di vetro o nei tubetti. 

Il periodo di validità è il periodo della potenza terapeutica di un medicinale. Si evince, quindi, che la scelta della data di scadenza non segue alcuna logica commerciale, deriva da un’evidenza scientifica. Non è questa la sede per approfondire le metodologie attraverso le quali si stabilisce tale data. Quel che è importante sapere è che i medicinali scaduti non vanno assunti, bensì solo cestinati come vedremo nel paragrafo successivo.
 Ma non andrebbero nemmeno assunti i medicinali che non sono stati correttamente conservati. Ad eccezione di alcuni che devono essere conservati tra i 6° e gli 8° e vanno quindi riposti in frigorifero, gli altri andrebbero tenuti in un ambiente fresco ed asciutto, lontano dalle fonti di calore. Il bagno e la cucina per esempio non sono due stanze ideali per conservare i farmaci.

Come già detto, è importante conservare anche la confezione esterna per proteggere i medicinali dalla luce. Questo perché la luce e gli sbalzi di temperatura hanno effetti negativi, possono deteriorare il principio attivo e far venire meno la stabilità del farmaco. Senza il requisito della stabilità è difficile che il farmaco soddisfi la terapia che è chiamato ad espletare.



Dove buttare i farmaci scaduti



E veniamo infine al punto saliente della trattazione, cosa fare con i medicinali scaduti oppure avanzati? Presto o tardi ce ne vogliamo disfare tutti ed è qui che sorge il dubbio, dove vanno buttati? Tante persone, oseremo dire troppe, non si preoccupa dello smaltimento e getta i farmaci, scaduti e non, insieme ai rifiuti indifferenziati, cosa che è assolutamente nociva per l’ambiente in cui noi tutti viviamo.

I principi attivi contenuti all’interno dei farmaci possono essere tossici e dannosi, quindi, fermo restando il fatto che i farmaci non possono essere dispersi nell’ambiente, al pari di qualsiasi altro rifiuto, non possono in nessun caso finire tra i rifiuti indifferenziati. Essi hanno bisogno di una trattazione separata, seguono delle regole di smaltimento specifiche. 
Non prendere in considerazione la tutela dell’ambiente e buttare i farmaci tra i rifiuti di tipo indifferenziato è pericoloso per il terreno, ma soprattutto per il sottosuolo. Uno dei rischi a cui ci si espone è l’inquinamento dei pozzi di acqua potabile. E le ripercussioni ricadono su tutti.

Cosa bisogna fare allora? Innanzitutto bisogna separare sempre i vari contenitori dalle loro confezioni di carta e dai foglietti illustrativi. Le scatole e i foglietti illustrativi vanno cestinati insieme alla carta, il resto va ulteriormente separato. I flaconi in plastica contenenti delle pasticche per esempio vanno svuotati e buttati insieme alla plastica. I flaconi in vetro, sempre contenenti delle pillole, vanno svuotati e buttati nei bidoni o nelle campane apposite per la raccolta differenziata del vetro. I tubetti e i contenitori in vetro con all’interno dei farmaci liquidi vanno invece buttati nei raccoglitori ad hoc. In genere essi si trovano negli ospedali, oppure presso le farmacia o presso altre sedi sanitarie.

Ognuno può consultare il sito web del comune in cui risiede per conoscere l’indirizzo dove trovare questo tipo di raccoglitori. In ultimo, torniamo a dire che essi servono non solo per i medicinali scaduti, ma anche per quelli che non hanno ancora raggiunto la loro data di scadenza ma che si vogliono buttare perché non ci servono più.