Addio stitichezza: i consigli per ritrovare la regolarità

Non è una malattia vera e propria, ma causa malessere e va corretta. La stitichezza colpisce circa 13 milioni di italiani e la statistica è nettamente a sfavore di donne ed anziani. Le cause possono essere diverse: uno stile di vita scorretto, la sedentarietà, una dieta povera di fibre ed acqua, squilibri elettrolitici, disordini metabolici e una forte disbiosi a livello intestinale.

Esistono vari tipi di stitichezza: si parla di stitichezza primaria quando dipende da distonie organiche o funzionali dell’intestino (rallentamento del transito intestinale, difficoltà di espulsione, stipsi associata a sindrome dell’intestino irritabile); o stitichezza secondaria se dovuta a trattamenti farmacologici (diuretici, anticolinergici, beta-bloccanti, antidepressivi, antitussivi etc.) o patologie (morbo di Parkinson, neuropatie e sclerosi multipla).

Infine non dobbiamo dimenticare anche la componente emotiva: l’intestino è dotato di un proprio sistema nervoso, con cellule produttrici di serotonina per regolare le contrazioni della muscolatura liscia. Il sistema nervoso centrale, a seconda degli stimoli (anche emotivi), può aumentare o diminuire il rilascio di serotonina, condizionando il transito intestinale.

A dispetto delle convinzioni popolari, un dato certo è che non sempre quello che si definisce “stitichezza” è realmente stipsi. Si dovrebbe parlare di stitichezza soltanto se nell’ultimo anno, per almeno 12 settimane, si siano verificati due dei seguenti sintomi:

  • meno di due evacuazioni settimanali;
  • difficoltà e sforzo nell’evacuare;
  • presenza di feci dure, caprine o nastriformi;
  • sensazione di blocco/ ostruzione;
  • necessità di aiuto manuale.

Molto spesso, quindi, si tratta semplicemente di educare il nostro intestino alla regolarità.

I consigli di Farmaè per contrastare la stitichezza
Mantenere uno stile di vita sano, con un’alimentazione genuina e ricca di fibre ed acqua, è il primo step per regolarizzare il nostro intestino. Una moderata attività fisica migliora il tono muscolare facilitando la peristalsi: la tonicità dei muscoli addominali e perianali determina l’aumento della pressione intraddominale durante la defecazione.

Vengono poi in aiuto diversi composti o sostanze che stimolano la motilità intestinale: i lassativi (purganti, evacuanti, anticostipativi) possono avere vari meccanismi d’azione: formanti massa, osmotici, emollienti o di contatto.

Sono rimedi che devono rappresentare una soluzione di ultima istanza, con qualche accorgimento. I lassativi ad esempio vanno usati occasionalmente: sia per gli effetti collaterali che provocano sia per l’assuefazione che possono indurre. Meglio quindi iniziare con prodotti naturali.

Piante con proprietà lassative ed oli vegetali
I più utilizzati sono gli estratti di Senna, Aloe, Frangola e Cascara: i principi funzionali sono glicosidi antrachinonici che favoriscono la peristalsi mediante un meccanismo irritativo della mucosa intestinale.

Un comune effetto collaterale dei lassativi antrachinonici è la comparsa di dolori crampiformi, dovuti ad un eccessivo aumento della motilità intestinale. Per evitare questi fastidi meglio preferire formule in cui siano presenti derivati di diverse piante, magari con l’aggiunta di estratti vegetali ad effetto spasmolitico e carminativo (per esempio finocchio).

Un altro ottimo alleato è l’olio di Mandorle dolci, che non interferisce con i meccanismi fisiologici dell’intestino e migliora la ritmicità delle evacuazioni. Il meccanismo delicato lo rende utilissimo nella stipsi cronica di bambini, donne in gravidanza, anziani in pluri-trattamento farmacologico e sindromi da intestino irritabile.

Fermenti lattici, fibre e integratori
L’utilizzo dei fermenti lattici per regolarizzare il transito intestinale è ampiamente riconosciuto nella pratica clinica. Un gruppo di ricerca dell’Università di Varsavia ha eseguito nel 2010 una revisione sistematica per valutare l’uso dei fermenti lattici per il trattamento della stitichezza funzionale negli adulti e nei bambini, per un totale di 377 soggetti.

È stato dimostrato che i fermenti lattici hanno statisticamente migliorato la consistenza e la frequenza delle feci. Ancora più utili si sono dimostrate le preparazioni simbiotiche, associazioni di fermenti lattici e fibre prebiotiche.

Anche l’aumento di assunzione di fibre è comunemente raccomandato per il trattamento iniziale della stipsi. Le fibre, soprattutto quelle solubili e prebiotiche, sono un substrato necessario per il benessere della nostra microflora intestinale e aumentano l’assorbimento di minerali fra cui il Magnesio (valido contributo per combattere la stitichezza).

Puoi garantire al tuo organismo il giusto apporto con una dieta sana, ricca di frutta e verdura, o assumendo integratori. Tra questi sullo schop online di Farmaè puoi trovare TransitaForte, integratore alimentare a base di Senna, Aloe, Frangola, Cascara. Il dosaggio consigliato è di una compressa al giorno, preferibilmente la sera.