I migliori integratori di ferro

I migliori integratori di ferro
I migliori integratori di ferro

migliori integratori di ferro sono quelli che permettono di soddisfare il fabbisogno giornaliero pari a 10 mg/giorno per l’uomo e 18 mg/giorno per la donna. Nonostante si tratti in apparenza di quantità minime, la carenza di questo minerale è tra le più diffuse. Quando non si assume abbastanza ferro attraverso l’alimentazione o integratori naturali si possono sperimentare sintomi come affaticamento, astenia, mal di testa, nevralgie e, nei casi più gravi, può provocare palpitazioni, disturbi alla circolazione sanguigna, anemia nutrizionale e una maggiore suscettibilità alle infezioni.

Integratori naturali

Gli integratori naturali di ferro rappresentano una risorsa importante per il miglioramento dei livelli ematici di questo minerale essenziale, particolarmente rilevante nell’ambito della nutrizione e della salute. Questo minerale svolge un ruolo di primo piano nella formazione dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue, nonché per una serie di processi metabolici chiave nell’organismo.

Gli integratori naturali di ferro rappresentano una modalità importante per affrontare le carenze di ferro, condizione nota come anemia ferropriva, in modo efficace e sicuro grazie alle loro caratteristiche:

  • origine naturale, estratti da fonti alimentari naturali, come l’Eme ferroso presente nella carne rossa o il Ferro non-Eme che si trova negli alimenti vegetali come gli spinaci. Questa caratteristica li rende preferibili da parte di chi vuole evitare prodotti chimici sintetici;
  • miglior assorbimento, dal momento che è spesso associato a molecole che migliorano la sua biodisponibilità. Ad esempio, l’Eme ferroso viene assorbito più facilmente dal corpo rispetto al ferro non-Eme, il che lo rende una scelta efficace per chi ha bisogno di un aumento immediato dei livelli di ferro;
  • tolleranza gastrointestinale, un elemento essenziale per le persone con stomaco sensibile o predisposizione a problemi digestivi;
  • adatti a vegetariani e vegani, poiché forniscono una fonte di ferro senza derivati animali;
  • bassa tossicità, purché assunti nelle dosi raccomandate;

Integratori contro l’anemia

L’anemia è una condizione medica caratterizzata dalla riduzione dei livelli di emoglobina nel sangue, che porta a una diminuzione della capacità del sangue di trasportare ossigeno ai tessuti del corpo. È una condizione che può manifestarsi con sintomi quali affaticamento, debolezza, pallore della pelle e delle mucose, vertigini, tachicardia e difficoltà di concentrazione. L’anemia può essere causata da diverse ragioni, tra cui carenze nutrizionali (soprattutto di ferro, vitamina B12 o acido folico), perdite ematiche e malattie croniche. Il trattamento dell’anemia dipende dalla causa sottostante e può includere l’assunzione di integratori di ferro, trasfusioni di sangue, terapia farmacologica o la gestione della malattia sottostante. Una diagnosi e un trattamento tempestivi sono fondamentali per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da anemia.

Ci sono dei casi, sebbene molto rari, in cui l’anemia può essere anche asintomatica ed è pertanto fondamentale sottoporsi a controlli periodici, soprattutto quando si ha familiarità di questa problematica.

In caso di anemia si può procedere con un adeguamento dell’alimentazione e con l’assunzione di integratori specifici. Si possono trovare due tipi principali di ferro negli integratori:

  • emico, presente nella carne e nel pesce, è generalmente più facilmente assorbito dal corpo rispetto al ferro non emico:
  • non emico, che si trova negli alimenti di origine vegetale. La quantità di ferro presente nell’integratore dovrebbe essere sufficiente per soddisfare le esigenze individuali di ferro, ma non così elevata da causare effetti collaterali indesiderati.

Bisogna porre particolare attenzione alla forma del ferro contenuta negli integratori contro l’anemia in quanto influisce sulla sua biodisponibilità. Le forme più comuni sono il solfato ferroso, il fumarato ferroso e il gluconato ferroso.

Gli integratori di ferro devono essere assunti nelle quantità consigliate soprattutto quando si soffre di anemia: il sovradosaggio può causare problemi alla salute.

Integrare il ferro in gravidanza

Integrare il ferro in gravidanza è essenziale per svariate ragioni che riguardano tanto la salute della madre quanto quella del bambino. Infatti, durante la gestazione il fabbisogno di questo minerale aumenta in relazione alle attività che la madre è chiamata a svolgere: infatti durante i 9 mesi, il corpo materno deve fornire ossigeno non solo a se stesso ma anche al feto in crescita, il che comporta un aumento della richiesta di ferro.

Prima di decidere se e come integrare il ferro in gravidanza bisogna tenere presente alcune considerazioni:

  • dosaggio, varia da persona a persona e deve essere stabilita da un medico in base ai livelli ematici di emoglobina e ferritina, nonché allo stato di salute generale della madre;
  • formula del ferro, dal momento che alcune possono causare effetti collaterali gastrointestinali che sarebbe meglio evitare durante la gestazione;
  • abbinamento con una sana e varia alimentazione, dal momento che il ferro è meglio assorbito quando viene assunto insieme a cibi contenenti vitamina C, come agrumi o pomodori. Inoltre, è importante includere nella dieta alimenti ricchi di ferro, come carne magra, legumi, noci, e cereali fortificati;
  • considerare gli effetti collaterali gastrointestinali come stitichezza o nausea

Durante la gravidanza, i livelli di ferro dovrebbero essere monitorati regolarmente per assicurarsi che la terapia stia avendo l’effetto desiderato e per apportare eventuali modifiche al dosaggio.

Oltre all’integrazione, è importante includere nella dieta alimenti ricchi di ferro, come carne magra, legumi, noci, e cereali fortificati. Queste fonti alimentari possono contribuire a soddisfare il fabbisogno di ferro.