Evitare i cali di pressione arteriosa e mantenere i suoi livelli normali è molto importante per mantenersi in salute e sentirsi bene.
Come è risaputo, le situazioni di ipotensione o ipertensione sono spesso accompagnate da disturbi che alterano la qualità della vita, compromettendo la quotidianità. Perciò, nei paragrafi seguenti ci concentreremo sulla prevenzione degli abbassamenti di pressione, molto ricorrenti soprattutto durante la stagione estiva e quando il fisico è sotto stress.
I cali di pressione avvengono per una dilatazione dei vasi sanguigni che rallenta la circolazione del sangue fino al punto che la pressione arteriosa scende al di sotto dei valori normali di 80/60 mmHg (millimetri di mercurio). Nello specifico, il valore 80 sta per la pressione massima, che dipende dalla contrazione cardiaca, mentre 60 è il valore della minima e riguarda le resistenze periferiche.
Ma tornando ai cali di pressione, va detto che, per quanto generalmente non gravi, sono fastidiosi e talvolta invalidanti, ma fortunatamente possono essere riconosciuti e soprattutto prevenuti con qualche accortezza.
Vediamo, dunque, in quali circostanze si verificano con maggiori probabilità e come contrastarli.
Dopo l'attività fisica
Per chi soffre di ipotensione, non sono rari cali di pressione durante l'attività fisica. Sebbene la loro frequenza sia maggiore nei periodi caldi, non è da escludersi che si verifichino anche durante la stagione invernale.
Un fattore che influisce sul calo di pressione durante l’allenamento è l’elevata temperatura e umidità dell’ambiente in cui ci troviamo. Infatti, generalmente, durante uno sforzo fisico il corpo si riscalda. A ciò si aggiunge lo stress fisico, che non entra in gioco solo nel caso di allenamenti estenuanti. In base alla condizione di salute e alla predisposizione dell’individuo, questa condizione può verificarsi anche con una semplice passeggiata sotto al sole o praticando una blanda attività fisica.
Come abbiamo anticipato, una delle principali cause dei cali di pressione è la dilatazione dei vasi sanguigni provocata dal riscaldamento muscolare durante l’attività fisica. Quando i muscoli si scaldano, i vasi sanguigni si dilatano per favorire un maggiore flusso sanguigno, portando così più ossigeno e nutrienti ai tessuti. Questo meccanismo, però, può causare una riduzione della pressione arteriosa, specialmente nelle persone predisposte all'ipotensione. Un ulteriore fattore che contribuisce al calo di pressione è la perdita di liquidi e sali minerali attraverso il sudore, il che può portare a una diminuzione del volume di sangue circolante.
I sintomi più comuni di un calo di pressione dopo l’attività fisica si presentano con:
- stanchezza improvvisa, debolezza e affaticamento anche dopo un allenamento leggero;
- vertigini e senso di svenimento, con senso di instabilità e difficoltà a mantenere l’equilibrio;
- visione offuscata, che nei casi più estremi può arrivare a un temporaneo oscuramento visivo.
Per evitare questi fastidiosi episodi, è importante adottare alcuni accorgimenti, di cui vediamo qui di seguito i più efficaci e comuni.
- Reidratazione: bere acqua e assumere integratori con sali minerali, sia prima che dopo l’attività fisica, è fondamentale per mantenere il giusto equilibrio idrosalino.
- Bere sport drink: a tal proposito, per un beneficio immediato, si può ricorrere a bibite ricche di sali minerali e carboidrati, adatte a riequilibrare l’organismo, restituendo i sali persi con la sudorazione.
- Snack leggeri: consumare uno snack ricco di carboidrati e sali minerali, come una banana o una barretta energetica, può aiutare a prevenire i cali di pressione.
- Riposare in posizione supina: in caso di vertigini o stanchezza, è consigliabile sdraiarsi con le gambe sollevate per favorire il ritorno venoso e ristabilire una corretta circolazione sanguigna.
- Assumere integratori di sali minerali.
In aggiunta, va detto che il polline e la pappa reale rappresentano dei validi ricostituenti naturali che aiutano la mineralizzazione del corpo, cosa che è altresì possibile attraverso gli integratori di magnesio e potassio. Ecco che l’assunzione giornaliera di questo tipo di integratori è utile per stare bene. Si possono assumere di prima mattina oppure prima di un allenamento, naturalmente accompagnati dalle attenzioni di cui abbiamo parlato poco sopra.
Come vedi, dunque, evitare cali di pressione dopo l'attività fisica è possibile grazie a semplici strategie di prevenzione e alla corretta gestione del tuo stato di salute, potendo così allenarti in sicurezza e con maggiore serenità.
In estate
Per chi soffre di ipotensione, i cali di pressione sono molto comuni in estate. Improvvisamente si sentono mancare le forze, si avverte un grande senso di spossatezza e si comincia a sudare freddo, fino a che non sentiamo salire un forte senso di nausea che può concretizzarsi, poi, in uno svenimento.
Nonostante ci troviamo in una situazione di assoluta normalità e potenzialmente anche in assenza di sforzo fisico, possiamo dire che in questi casi svenire è “normale” in quanto si tratta del meccanismo di difesa che l’organismo può attivare per contrastare gli effetti negativi di un grande calo di pressione. Anche in questa occasione, per aiutare il sangue a circolare e a raggiungere cuore e cervello è opportuno stendersi a pancia in su e tenere sollevate da terra le gambe. Questo rimedio è efficace non appena la vista si annebbia e il battito cardiaco si accelera.
Il miglior modo per evitare di avere spiacevoli cali di pressione è quello di adottare uno stile di vita sano. Per fronteggiare il caldo estivo è, infatti, importante controllare la propria alimentazione e tenere alto il livello di idratazione quotidiana. Durante l’arco di una giornata è, quindi, consigliabile fare più pasti, purché leggeri e ricchi di proteine, vitamine A, B, C. Suggeriamo, inoltre, di impiegare il sale nella cottura e preparazione dei cibi, poiché ha un’efficacia preventiva nel contrastare gli abbassamenti di pressione.
In generale si consiglia di consumare tanta acqua anche lontano dai pasti. Questo perché quando ci si disidrata, la gittata cardiaca diminuisce e di conseguenza la frequenza dei battiti aumenta, mentre la pressione arteriosa si abbassa. Ciò significa che gli abbassamenti di pressione trovano terreno fertile nei casi di disidratazione. Mantenere la giusta idratazione, lo ripetiamo, aiuta quindi a contrastare i cali di pressione.
Come sempre, un buon aiuto arriva dalla dieta, che includa anche dei moderati booster di energia a base di zucchero, miele, frutta secca, uvetta e liquirizia. Sono tutti elementi che non dovrebbero mancare nell'alimentazione di chi soffre di pressione bassa. Non bisogna abusarne, ma assumerne a piccole dosi come una sorta di spezza fame, soprattutto nei momenti in cui non ci si sente particolarmente in forze, aiuta a prevenire i cali di pressione.
In gravidanza
Durante la gravidanza, i cali di pressione sono un fenomeno abbastanza comune e possono essere causati da diversi fattori fisiologici legati ai cambiamenti che avvengono nel corpo della futura mamma. Conoscerne le cause e adottare alcune strategie mirate può aiutare a evitare questi episodi, garantendo così il benessere sia della madre che del bambino.
Uno dei principali motivi per cui le donne in gravidanza possono sperimentare cali di pressione è l’aumento del volume sanguigno. Durante questo periodo, il corpo produce circa il 50% in più di sangue rispetto al normale per sostenere la crescita del feto. Questo incremento comporta un maggiore carico sul sistema cardiovascolare e può far sì che la pressione arteriosa si abbassi. Inoltre, i cambiamenti ormonali portano al rilassamento dei vasi sanguigni, permettendo al sangue di fluire più facilmente verso l’utero. Questo rilassamento può ridurre il flusso sanguigno al cervello e causare vertigini e svenimenti.
Perciò, in concomitanza dei cali di pressione in gravidanza, si verificano:
- vertigini e giramento di testa, soprattutto quando ci si alza velocemente o si sta in piedi per lungo tempo;
- stanchezza, sentirsi deboli e affaticate anche dopo sforzi minimi;
- nausea, che può comparire improvvisamente e peggiorare se associata ad altri sintomi come la sudorazione fredda.
Per evitare cali di pressione in gravidanza, è importante adottare alcuni accorgimenti che aiutano a stabilizzare la circolazione e a prevenire i sintomi. Prima di tutto, è fondamentale evitare cambi di posizione bruschi, ad esempio alzandosi lentamente da una posizione sdraiata o seduta. Inoltre, mantenersi idratate bevendo regolarmente acqua è essenziale per favorire una buona circolazione. Anche consumare piccoli pasti frequenti e ricchi di nutrienti può contribuire a evitare cali glicemici che potrebbero aggravare la situazione.
In caso di cali di pressione frequenti, può essere anche utile integrare l’alimentazione con specifici integratori per la gravidanza, che forniscono un adeguato apporto di vitamine e minerali per sostenere il corpo durante questa fase delicata. Ricorda, naturalmente, sempre di consultare il medico prima di assumere qualsiasi integratore o modificare la tua dieta, per assicurarti di seguire un regime adatto alla maternità.
Dopo aver mangiato
I cali di pressione che si verificano dopo aver mangiato, noti anche come ipotensione postprandiale, sono una condizione relativamente comune, soprattutto tra gli anziani o le persone che soffrono di ipertensione o altre patologie che influenzano i centri cerebrali che controllano il sistema nervoso autonomo, come il morbo di Parkinson, l'atrofia multisistemica e il diabete. Questo fenomeno avviene quando la pressione arteriosa si abbassa significativamente subito dopo un pasto, provocando una serie di sintomi fastidiosi.
La causa principale è legata al processo digestivo stesso. Durante la digestione, il flusso sanguigno viene deviato verso lo stomaco e l’intestino per facilitare l’assorbimento dei nutrienti. Questo comporta una riduzione temporanea dell’apporto di sangue ad altre parti del corpo, come il cervello, determinando così un abbassamento della pressione. Il corpo, per compensare, dovrebbe aumentare la frequenza cardiaca e restringere i vasi sanguigni, ma in alcuni soggetti questo meccanismo può non funzionare correttamente, portando a una diminuzione della pressione arteriosa.
I sintomi di un calo di pressione dopo aver mangiato includono spesso:
- sensazione di svenimento;
- debolezza generalizzata;
- nausea.
Alcune persone possono anche avvertire sudorazione improvvisa, palpitazioni o una visione offuscata. Tutti sintomi che tendono a manifestarsi circa 30-60 minuti dopo aver consumato un pasto, soprattutto se questo è stato abbondante o ricco di grassi e carboidrati complessi.
Per ridurre il rischio di cali di pressione dopo aver mangiato, è importante evitare pasti pesanti e preferire porzioni moderate e ben bilanciate, con una distribuzione equilibrata dei nutrienti. In generale, bere piccoli sorsi d’acqua durante il pasto e mangiare lentamente può aiutare a ridurre la pressione sul sistema digestivo. Inoltre, dopo aver mangiato, è consigliabile riposare brevemente, evitando attività fisiche intense o cambiamenti di posizione bruschi.
In alcuni casi, può essere utile ricorrere a farmaci per aiutare la digestione, che favoriscono un processo digestivo più fluido e meno impegnativo per l’organismo. Se, poi, i cali di pressione sono frequenti o severi, è opportuno rivolgersi a un medico per valutare eventuali cause sottostanti.
Come avrai potuto constatare, dunque, è possibile evitare i cali di pressione a patto di conoscerne l'origine e di adottare qualche accorgimento preventivo che coinvolga il riposo e l'alimentazione. Inoltre, integratori specifici possono aiutare a prevenire il problema, che, pur non rappresentando una patologia grave, può essere comunque invalidante.

