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Contrastare l’osteoporosi: consigli per rallentare la patologia

Contrastare l’osteoporosi: consigli per rallentare la patologia

L’osteoporosi è una patologia dello scheletro che solitamente compare in età senile. Tuttavia, superati i 40 anni, siamo tutti potenzialmente soggetti a svilupparla e non è una malattia da sottovalutare. 

Si caratterizza, infatti, per una consistente riduzione della massa ossea, che porta a un aumento del rischio di fratture. Quel che bisogna sapere è che, spesso, si manifesta senza mostrare sintomi evidenti, fino a quando non si verifica una frattura. 

Le donne, in particolare, sono più colpite a causa della diminuzione degli estrogeni legata alla menopausa. Questi ormoni, infatti, sono fondamentali per favorire l'assorbimento di calcio nelle ossa e per inibirne il deterioramento. 

Per contrastare l'insorgere dell’osteoporosi è possibile ricorrere a una combinazione di prevenzione e trattamenti farmacologici. Ecco perché è importante riconoscerne i sintomi e le cause, per avere una diagnosi precoce e attuare da subito i rimedi più appropriati, sotto controllo medico. 

Sintomi

Come detto, l’osteoporosi è spesso definita una "malattia silenziosa" perché nelle sue fasi iniziali non provoca sintomi chiari o evidenti. Questo porta molte persone a convivere per anni con questa patologia, senza rendersene conto, poiché il deterioramento delle ossa avviene gradualmente. Questo, fino a quando non si verificano danni più gravi.

Nella maggior parte dei casi, infatti, l'osteoporosi viene scoperta solo dopo che si è verificata una frattura, anche in circostanze apparentemente banali, come una caduta, che in una persona sana non causerebbe conseguenze. 

Le aree del corpo più colpite possono essere identificate con quelle in cui il peso corporeo e la tensione meccanica si concentrano maggiormente, come:

  • vertebre;
  • femore;
  • polsi. 

Ma, oltre alle fratture, ci sono anche altri segnali che potrebbero indicare la presenza dell'osteoporosi, come i seguenti.

  • Dolori ossei, che si manifestano in modo persistente e, spesso, sono localizzati nella colonna vertebrale o nella zona del bacino. È facile confonderli con altri problemi muscolari o articolari, il che rende ancora più difficile associare subito questi sintomi all'osteoporosi.
  • Riduzione della statura, poiché le vertebre, indebolite dalla perdita di densità ossea, possono schiacciarsi o collassare, provocando una compressione della colonna vertebrale. Chi ne soffre potrebbe, ad esempio, notare di essere più basso di qualche centimetro rispetto agli anni precedenti. 
  • Postura curva, nota anche come "gobba della vedova", una deformazione che è, di fatto, il risultato di fratture multiple alle vertebre che fanno piegare la colonna vertebrale in avanti, alterando la postura naturale e causando disagio o dolore cronico.
  • Fratture frequenti, in particolare contratte con più facilità rispetto al passato. Anche cadute leggere o traumi minori, che in condizioni normali non causerebbero danni, possono portare a fratture. La causa risiede proprio nel fatto che le ossa, private di parte della loro densità, diventano fragili e meno resistenti agli urti.

Quel che si consiglia è di sottoporsi a controlli regolari, in particolare in età avanzata o se si hanno fattori di rischio come una menopausa precoce, una dieta povera di calcio o una storia familiare di fratture. 

Cause

Le cause dell'osteoporosi sono numerose e spesso legate a fattori fisiologici e genetici. Genericamente, questa malattia colpisce in modo particolare le donne, poiché il loro sistema ormonale, in particolare la produzione di estrogeni, svolge un ruolo fondamentale nella salute scheletrica. Tuttavia, anche gli uomini, specialmente in età avanzata, possono sviluppare osteoporosi. 

Tra le principali cause di osteoporosi possiamo identificare le seguenti:

  • invecchiamento;
  • menopausa;
  • predisposizione genetica;
  • dieta povera di calcio e vitamina D;
  • stile di vita sedentario;
  • fattori ormonali;
  • svolgimento di terapie a lungo termine.

Il processo di invecchiamento è una delle principali cause della malattia. A partire dai 35 anni, infatti, la densità ossea tende naturalmente a diminuire, accelerando notevolmente dopo i 50. 

Nelle donne, tipicamente durante la menopausa, il calo della produzione di estrogeni, fondamentali per il mantenimento della densità ossea, può portare a una progressiva perdita di massa della stessa, rendendo la struttura scheletrica più fragile. Un rischio che è particolarmente accentuato per le donne che affrontano una menopausa precoce o che hanno subito l’asportazione chirurgica delle ovaie.

Un altro fattore determinante è la predisposizione genetica. Se ci sono stati casi di osteoporosi in famiglia, la probabilità di sviluppare questa patologia aumenta considerevolmente, rendendo alcune persone più vulnerabili a questa malattia.

Anche la dieta gioca un ruolo importante. Ad esempio, una dieta povera di calcio e vitamina D può indebolire l’apparato scheletrico e aumentare il rischio di osteoporosi. 

Il calcio, che si trova in alimenti come latticini, pesce e verdure a foglia verde, è essenziale per mantenere la salute delle ossa. La vitamina D, invece, anch’essa fondamentale per prevenire l’osteoporosi, è prodotta principalmente dall’organismo grazie all’esposizione solare, ma può essere assunta anche attraverso alimenti come pesci grassi e uova. 

Un altro fattore che contribuisce allo sviluppo dell'osteoporosi è lo stile di vita sedentario. L’attività fisica, in particolare camminare o sollevare pesi leggeri, è molto utile per mantenere la densità ossea. Di conseguenza, la mancanza di esercizio fisico accelera il deterioramento delle ossa, favorendo l’insorgere della fragilità scheletrica.

Infine, bisogna considerare i fattori ormonali e alcune patologie. Ad esempio, la presenza di malattie croniche e disturbi endocrini come l'ipertiroidismo o il diabete possono influire negativamente sulla salute ossea. 

Anche chi è sottoposto a terapie a lungo termine, a base di corticosteroidi, o ai trattamenti per il cancro al seno, ha più probabilità di sviluppare osteoporosi, poiché le suddette terapie interferiscono con il metabolismo osseo e accelerano la perdita di massa.

Rimedi

I rimedi per l’osteoporosi consistono in un trattamento che possiamo definire multifattoriale, che può prevedere sia l’utilizzo di farmaci che modifiche dello stile di vita. Nonostante sia una malattia cronica, esistono diverse strategie per rallentarne la progressione e prevenire complicazioni come le fratture. Vediamo quali sono.

  1. Terapia farmacologica: in caso di osteoporosi avanzata, il medico può prescrivere farmaci specifici per rafforzare le ossa e ridurre il rischio di fratture. I bisfosfonati, ad esempio, sono spesso utilizzati per ridurre la perdita di massa ossea, mentre alcuni anticorpi monoclonali agiscono inibendo la distruzione ossea. In alcuni casi, inoltre, la terapia ormonale sostitutiva può essere indicata per le donne in menopausa, per contrastare la riduzione degli estrogeni.
  2. Alimentazione ricca di calcio e vitamina D: una dieta equilibrata, ricca di calcio e vitamina D, è uno dei pilastri della prevenzione e del trattamento dell'osteoporosi. La dose giornaliera raccomandata di vitamina D è di almeno 800 UI al giorno. Sono pochi gli alimenti che ne contengono quantità significative: uova, fegato, latticini e pesci grassi come il salmone e lo sgombro sono alcune delle fonti principali. Anche il calcio è un elemento basilare per mantenere le ossa sane. Inserire alimenti ricchi di calcio, come latticini, pesce (come le sardine) e verdure a foglia verde nella propria dieta, è importante assicurarsi di assumere la quantità giornaliera consigliata. Tuttavia, quando non è possibile assumere quantità sufficienti di calcio e vitamina D tramite la dieta o l'esposizione al sole, è possibile ricorrere agli integratori per l’osteoporosi. 
  1. Attività fisica regolare: oltre a una dieta corretta, è fondamentale praticare regolarmente attività fisica. L’esercizio fisico aiuta a mantenere la densità ossea e a rafforzare i muscoli che sostengono lo scheletro, riducendo il rischio di cadute e fratture. Non è necessario praticare sport intensi: attività semplici come camminare, fare jogging o esercizi di resistenza con pesi leggeri possono fare la differenza. Le persone più anziane, in particolare, dovrebbero impegnarsi a mantenere una vita attiva. Gli studi dimostrano, infatti, che gli anziani sedentari hanno maggiori probabilità di fratturarsi rispetto a coloro che svolgono attività fisica regolare. Anche solo scegliere di camminare anziché usare la macchina, o fare le scale anziché prendere l'ascensore può aiutare.
  1. Prevenzione delle cadute: prevenire le cadute è fondamentale per ridurre il rischio di fratture nelle persone con osteoporosi. Piccoli accorgimenti possono fare una grande differenza: eliminare i tappeti scivolosi, utilizzare corrimano nelle scale e migliorare l'illuminazione in casa sono solo alcune delle misure preventive più efficaci.
  2. Ridurre il consumo di alcol e caffè: l'alcol e la caffeina possono interferire con l'assorbimento del calcio, peggiorando la salute delle ossa. Per questo motivo, è consigliabile limitare il consumo di bevande alcoliche e caffè, evitando in particolare i superalcolici.
  3. Smettere di fumare: il fumo è un altro fattore di rischio significativo per l'osteoporosi. Diversi studi hanno dimostrato che le persone che fumano tendono ad avere una densità ossea inferiore rispetto ai non fumatori, il che le espone a un rischio maggiore di fratture. Il fumo, infatti, riduce la capacità del corpo di assorbire il calcio e accelera la perdita di massa ossea. Smettere di fumare non solo migliora la salute generale, ma può anche aiutare a prevenire ulteriori danni alle ossa e rallentare il processo di deterioramento.
  4. Esposizione solare: anche questo è uno dei modi migliori per ottenere vitamina D. L’organismo produce naturalmente questa vitamina quando la pelle viene esposta ai raggi UVB. Tuttavia, è importante bilanciare l’esposizione al sole per evitare rischi di danni alla pelle, come scottature o, a lungo termine, il rischio di sviluppare tumori cutanei. Una buona pratica è esporsi al sole per circa 15-30 minuti al giorno, preferibilmente nelle ore meno calde della giornata e senza l'uso di creme protettive, che bloccherebbero la produzione di vitamina D.
  5. Controlli medici regolari: la prevenzione e il trattamento dell'osteoporosi richiedono un monitoraggio continuo. Gli esami diagnostici, come la densitometria ossea (DEXA), sono fondamentali per valutare la densità minerale delle ossa e diagnosticare precocemente l'osteoporosi. Questi test possono aiutare il medico a decidere il trattamento più adatto e monitorare i progressi nel tempo. Le persone a rischio, come le donne in menopausa e gli uomini sopra i 70 anni, dovrebbero sottoporsi a controlli regolari per valutare lo stato delle loro ossa.
  6. Educazione e consapevolezza: un aspetto spesso trascurato è l'importanza di essere informati sui rischi e sui rimedi dell'osteoporosi. Parte della prevenzione consiste nell'educazione su come mantenere ossa sane, sull'importanza di una dieta equilibrata e di uno stile di vita attivo. Essere consapevoli dei fattori di rischio e conoscere i segnali d’allarme può fare la differenza nella diagnosi precoce e nel trattamento tempestivo della malattia.

L'osteoporosi è una malattia che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, ma con le giuste strategie di prevenzione e trattamento, è possibile ridurre i rischi associati. Investire nella salute del proprio scheletro oggi significa vivere meglio e più a lungo domani, anziché aspettare di avere forti dolori o fratture per iniziare a prenderti cura delle tue ossa.