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Malattia di Crohn: sintomi, cause e cure disponibili

Malattia di Crohn: sintomi, cause e cure disponibili

Un dolore addominale persistente, una diarrea che non dà tregua, una stanchezza che non svanisce mai, e la sensazione che il proprio corpo sia in costante lotta con se stesso. Per milioni di persone in tutto il mondo, questa è la realtà quotidiana della Malattia di Crohn, una patologia infiammatoria cronica che colpisce il tratto gastrointestinale, trasformando il semplice atto di mangiare in un'esperienza di disagio e incertezza. 

Cos’è la malattia di Crohn e come colpisce l’intestino

La Malattia di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI). Si tratta di una patologia autoimmune, il che significa che il sistema immunitario, che normalmente difende il corpo da agenti esterni (come virus e batteri), per errore attacca i propri tessuti sani, scatenando un'infiammazione persistente e anomala. Nel caso del Morbo di Crohn, questa infiammazione colpisce principalmente il tratto gastrointestinale, ma a differenza di altre MICI (come la rettocolite ulcerosa), può interessare qualsiasi segmento del tubo digerente, dalla bocca all'ano.

La caratteristica distintiva della Malattia di Crohn è che l'infiammazione è transmurale, ovvero colpisce tutti gli strati della parete intestinale (mucosa, sottomucosa, muscolare, sierosa). Inoltre, l'infiammazione è spesso discontinua, manifestandosi con aree di tessuto infiammato alternate a tratti di intestino sano (le cosiddette "lesioni a salto").

Le aree più frequentemente colpite sono:

  • ileo terminale: la parte finale dell'intestino tenue, prima della sua giunzione con il colon.
  • colon: il grande intestino.
  • regione perianale: con la formazione di fistole, ascessi o ragadi.

L'infiammazione cronica può portare a una serie di complicanze:

  • stenosi: il restringimento del lume intestinale a causa dell'infiammazione e della fibrosi (cicatrizzazione), che può causare ostruzioni intestinali.
  • fistole: canali anomali che si formano tra due tratti di intestino, o tra l'intestino e altri organi (es. vescica, vagina) o la pelle (spesso nella regione perianale).
  • ascessi: accumuli di pus all'interno o intorno all'intestino.
  • ulcere: lesioni profonde sulla parete intestinale.
  • malassorbimento: il danno alla mucosa intestinale può compromettere l'assorbimento di nutrienti, portando a carenze vitaminiche (es. B12, Vitamina D), minerali (es. ferro) e malnutrizione.

La Malattia di Crohn è una patologia cronica, il che significa che è una condizione a lungo termine con periodi di remissione (sintomi assenti o lievi) e riacutizzazione (sintomi più gravi). Non esiste una cura definitiva, ma le terapie mirano a controllare l'infiammazione, gestire i sintomi e prevenire le complicanze.

Cause e fattori di rischio: genetica, immunità e ambiente

Le cause esatte della Malattia di Crohn non sono ancora completamente note, ma si ritiene che sia il risultato di un'interazione complessa tra una predisposizione genetica, un'alterata risposta del sistema immunitario e fattori ambientali.

  1. Predisposizione genetica
  2. Alterata risposta del sistema immunitario
  3. Fattori ambientali

La Malattia di Crohn è più comune nei paesi industrializzati e nelle aree urbane, suggerendo un ruolo dei fattori ambientali legati allo stile di vita occidentale.

Che sintomi dà il morbo di Crohn?

I sintomi del Morbo di Crohn possono variare ampiamente da persona a persona, a seconda della parte del tratto gastrointestinale colpita, della gravità dell'infiammazione e della presenza di complicanze. La malattia può avere un andamento intermittente, con periodi di remissione e riacutizzazione.

I sintomi più comuni includono:

  1. dolore addominale: è un sintomo quasi universale. Può variare da crampi lievi a dolori intensi e persistenti, spesso localizzati nella parte inferiore destra dell'addome (se è colpito l'ileo terminale). Il dolore può peggiorare dopo i pasti.
  2. diarrea: frequente, acquosa, a volte con muco o sangue. Può essere persistente e debilitante.
  3. perdita di peso inspiegabile: a causa della ridotta assunzione di cibo (per paura del dolore o inappetenza) e/o del malassorbimento di nutrienti.
  4. affaticamento e stanchezza cronica: una spossatezza profonda e persistente che non migliora con il riposo, dovuta all'infiammazione cronica, all'anemia e alla malnutrizione.
  5. febbre: febbre di basso grado, intermittente, spesso associata a periodi di attività della malattia.
  6. perdita di appetito: inappetenza, che contribuisce alla perdita di peso e alla malnutrizione.
  7. sanguinamento rettale: può manifestarsi con presenza di sangue nelle feci, spesso dovuto a infiammazione del colon o a lesioni perianali.
  8. sintomi perianali: molto comuni e caratteristici del Morbo di Crohn. Possono includere:
    • fistole: canali anomali che si formano intorno all'ano, con secrezioni di pus o feci.
    • ascessi: accumuli di pus nella regione perianale, molto dolorosi.
    • ragadi: piccole ulcere dolorose intorno all'ano.
    • skin tags: escrescenze cutanee intorno all'ano.
  9. nausea e vomito: soprattutto se l'infiammazione colpisce lo stomaco, il duodeno o se ci sono stenosi (restringimenti) intestinali.
  10. gonfiore addominale e crampi: dovuti all'infiammazione e all'alterata motilità intestinale.

Diagnosi della malattia: esami e tecniche strumentali

La diagnosi della Malattia di Crohn richiede un approccio multidisciplinare e una serie di esami per confermare l'infiammazione, identificarne la localizzazione e la gravità, ed escludere altre patologie.

Il percorso diagnostico include:

  1. Anamnesi clinica e esame fisico
  2. Esami del sangue
  3. Esami delle feci
  4. Endoscopia con biopsia
  5. Tecniche di imaging

La combinazione di questi esami permette una diagnosi accurata e una valutazione dell'estensione e della gravità della malattia.

Quanti anni si può vivere con il morbo di Crohn?

La Malattia di Crohn è una patologia cronica e non esiste una cura definitiva, ma con le terapie disponibili e una gestione adeguata, la maggior parte delle persone con Morbo di Crohn ha un'aspettativa di vita normale o quasi normale.

Negli ultimi decenni, i progressi nella diagnosi e nel trattamento hanno migliorato significativamente la prognosi e la qualità di vita dei pazienti. Le terapie attuali sono molto efficaci nel controllare l'infiammazione, indurre la remissione e prevenire le complicanze.

Tuttavia, è importante sottolineare che la Malattia di Crohn è una condizione che può avere complicanze gravi se non gestita correttamente. Le complicanze, come stenosi, fistole, ascessi, malnutrizione e un aumentato rischio di cancro al colon (seppur minore rispetto alla rettocolite ulcerosa), possono influenzare la qualità di vita e, in rari casi, la longevità. L'aderenza alla terapia, il monitoraggio regolare e la gestione proattiva delle complicanze sono cruciali per una prognosi favorevole.

Trattamenti disponibili: farmaci, biotecnologie e chirurgia

Il trattamento della Malattia di Crohn è complesso e multidisciplinare, mirando a indurre la remissione (controllo dei sintomi e dell'infiammazione), mantenerla e prevenire le complicanze.

  1. Farmaciper attenuare i sintomi a carico di stomaco e intestino
  2. Farmaci biologici (Biotecnologie)
  3. Farmaci "small molecules" 
  4. Supporto nutrizionale: in caso di malnutrizione o carenze, può essere necessaria l'integrazione di vitamine (B12, D), minerali (ferro, calcio) o, in casi gravi, nutrizione enterale o parenterale.

La scelta del trattamento è sempre personalizzata e gestita da un gastroenterologo, che valuterà la gravità, la localizzazione, la risposta alla terapia e le complicanze.

Come prevenire complicanze e peggioramenti

Prevenire le complicanze e le riacutizzazioni della Malattia di Crohn è fondamentale per mantenere la remissione e migliorare la qualità di vita.

  1. Aderenza alla terapia: seguire scrupolosamente il piano terapeutico prescritto dal medico, assumendo i farmaci regolarmente e senza interruzioni, anche quando si è in remissione. L'interruzione della terapia è una causa comune di riacutizzazione.
  2. Monitoraggio regolare: effettuare controlli medici periodici (visite gastroenterologiche, esami del sangue, esami delle feci come calprotectina fecale, esami di imaging) per monitorare lo stato di attività della malattia e identificare precocemente eventuali complicanze.
  3. Gestione della dieta: sebbene non esista una "dieta per il Crohn" universale, è importante identificare gli alimenti che possono scatenare i sintomi o peggiorare l'infiammazione (es. cibi grassi, piccanti, latticini in caso di intolleranza al lattosio). Una dieta a basso contenuto di FODMAPs può essere utile per alcuni pazienti.
  4. Evitare il fumo: smettere di fumare è il passo più importante per prevenire le riacutizzazioni e le complicanze.
  5. Gestione dello stress: lo stress non causa la malattia, ma può influenzare i sintomi. Tecniche di rilassamento, yoga, meditazione possono aiutare.
  6. Attività fisica: l'esercizio fisico regolare e moderato può supportare il benessere generale e ridurre l'infiammazione.

La collaborazione tra paziente e team medico è cruciale per una gestione efficace della Malattia di Crohn e per mantenere una buona qualità di vita.